di Helen Chiappini
Ascolto le canzoni di Maurizio Guglielmelli, in arte Martin Devil e mi lascio trasportare dalla sua voce. Se solo non mi avesse insegnato che “le canzoni vanno semplicemente ascoltate, poi ognuno ne può fare quello che vuole: può tenerle dentro, può buttarle dalla finestra, può riporle in valigia”, gli avrei certamente chiesto di parlarci delle sue canzoni. Ma non lo farò, perché una canzone va vissuta personalmente…
Dal mare del Cilento a Roma per incidere preparare il suo album di prossima uscita, lo si potrebbe immaginare in treno o magari in aereo canticchiare, con la sua chitarra accanto. Occhiali scuri in viso, aria distratta… “Lasciami andare, lasciami partire, lasciami fare tutto quello che un uomo non dovrebbe fare!”.
Un sogno, per Maurizio che sta diventando realtà: sono usciti i suoi primi due singoli con l’etichetta UNIVERSO, e per noi un’intera intervista attraverso la quale conoscere questo giovane e capace artista del nostro panorama musicale, al quale ovviamente non posso che rinnovare il mio in bocca al lupo e la mia stima.
Martin, so che parlare di te ti imbarazza, è la prima cosa che mi hai detto quando ci siamo conosciuti mesi fa, tuttavia, hai sempre detto che rilasciare un’intervista è un po’ come mettersi in gioco, quindi diamo inizio al gioco! Finalmente l’uscita dei singoli, cosa provi in questo momento? Quanta gioia?!
Sembra un gioco anche questo, ad essere sincero! Diciamo che ancora non capisco bene cosa provo, un po’ come se non fosse reale, ma naturalmente è una grande soddisfazione.
L’etichetta con la quale hai inciso, la Universo, è una delle più note, complimenti! Tuttavia la scelta è stata quella di seguire le tendenze del momento ed uscire con dei singoli in vendita on line… Un po’ come hanno iniziato a fare anche i grandi big della musica, del resto!
Si, i dischi non si vendono più, ed in ogni caso è pur vero che cambiando il contesto, le abitudini delle persone, è giusto che la discografia si adegui, anche se ad essere sinceri penso che sia ancora molto indietro…
Due canzoni bellissime, che fanno venire i brividi, ma con due titoli e due testi opposti.. è stata una scelta discografica, come mai uscire proprio con questa “contraddizione” se così si può definire…?
In realtà è stata una scelta discografica abbastanza casuale. Sono due canzoni d’amore veramente diverse, una per sognare l’amore eterno,forse fuori moda oggi, mentre l’altra è più complessa, difficile da spiegare, c’è la paura di non saper affrontare situazioni, il sottrarsi alle responsabilità della vita e andare via, ma in questo andare via credo ci sia anche un gesto d’amore…difficile da cogliere però c’è..
E la somiglianza di voce con De Gregori, pensi sia un vantaggio o uno svantaggio per te? Ed inoltre, In qualche modo ti piacerebbe essere come lui, seguire la sua strada?
Non so dire se sia un vantaggio o uno svantaggio, ma di certo non posso modificare la mia voce!!! Sono nato così… e va bene che sia così! Per quanto riguarda la seconda domanda, ognuno ha la sua strada. De Gregori è stato sicuramente importante per me e ho subito la sua influenza, in che misura, non lo so e non m’importa. Sono stato influenzato da molte persone, specialmente nello scrivere i testi: persino dai miei amici che, anche se non sanno cantare e suonare, hanno avuto la loro importanza, perché conversando, parlando di scrittori, di musica, di vita, di esperienze hanno ispirato le mie parole. Il dialogo è la più grande forma d’illuminazione, come il viaggio, come la contemplazione di un tramonto, come guardare una donna, come molte altre cose. Il fatto che io la mattina mi sveglio e mi accorgo di essere vivo è un ispirazione. L’ispirazione viene animata dalla vita, quindi la vita m’influenza e influenza la mia ispirazione.
Se dovessi farti una critica? a te personalmente o alla tua musica?
Avrei dovuto studiare la chitarra in maniera migliore, questa è una critica che mi faccio spesso. Sono un discreto chitarrista ma mi manca il colpo di classe, il tiro all’incrocio dei pali..
E chi ha il colpo di classe nel panorama dei musicisti italiani e non ?
Alex Britti, ma non dovrebbe cantare!!!!
In ultimo, ma Martin Devil chi è?
Questa è una domandona! Martin Devil, è uno che si fa un sacco di domande, e non trova mai le risposte, e se le trova poi le perde poco dopo. Certamente è uno che vive di musica: questo si! Martin (continuando a parlare come se Martin fosse un mio amico e non io) è una persona silenziosa, che parla quando davvero sente che c’è qualcosa da dire, altrimenti tace.
Ringrazio Martin Devil per l’intervista che ci ha concesso e ricordo a tutti il suo MySpace, dal quale è possibile accedere al sito attraverso il quale acquistare le sue canzoni… io ho già pronta la carta di credito accanto a me…