Come ha detto poco fa uno dei collaboratori di A spasso nel web, a poco a poco questo piccolo spazio sta accogliendo un numero sempre maggiore di persone, ed io che sono l’ideatice di questo ambizioso progetto di dar voce al web, non posso che esserne orgogliosa!
E’ così che oggi sono contenta di presentarvi l’ultimo dei nostri collaboratori ad essere entrato a pieno titolo nello staff di A spasso nel web…
Lascio la presentazione al suo primo articolo, nel quale lo conoscerete nella veste di “commentatore ufficiale” del Dl Gelmini, che tanto sta facendo discutere fuori e dentro dal web, ma nel proseguo.. avrete modo di conoscerlo anche in altre vesti… come??! Seguiteci e lo scoprirete!
Un in bocca al lupo a Lino!!!
di Lino Dallaserra
Buongiorno a tutti i lettori (e sono convinto siano molti) di A SPASSO NEL WEB.
Se state leggendo vuol dire che la nostra cara Helen ha deciso di “reclutare” una mente instabile per cercare di prendere nuovi spunti e nuove prospettive del mondo che ci circonda. (almeno credo…).
Beh mi sono dato al “web zapping” (non so se ho appena inventato un termine o se già esiste) e le notizie italiane che si trovano sono più o meno quelle che ci attanagliano da settimane oramai.
Si passa dalla crisi del mondo finanziario al decreto Gelmini all’esercito schierato nel sud Italia.
Oggi prendo la notizia del mezzo (DL Gelmini).
Vorrei cercare di essere completamente APOLITICO in questa mia relazione, perché, come sempre, siamo davanti ad uno schierarsi continuo da parte di chiunque, dagli studenti ai genitori, dai professori ai bidelli..
Non giudico e non critico questo. Solo credo che l’unico sistema per dibattere un determinato argomento certamente non sia quello di additarsi con frasi tipo “sei solo un comunista” “la tua famiglia mangia i bambini” “fascista ladro” e potrei continuare con tutte quelle che ho sentito..
Comunque.. Prendiamo il decreto punto per punto e valutiamolo:
- Maestro unico alle elementari: sono uno degli ultimi, credo, ad aver avuto un solo insegnante alle elementari, può essere un problema per i ragazzini, se il maestro non è capace, ma lo è anche per gli insegnanti di asili e dei nidi. Si troveranno infatti invasi da tutti quelli che si trovano senza lavoro alle elementari.
Immaginate una scala con 3 gradini, alla base ci sono i precari (supplenti) sul primo gli insegnati dei nidi, sul secondo degli asili e sul terzo le elementari. Ora se scendono dal terzo al secondo devono scenderne dal secondo al primo e da questo alla base.. e chi si trovava già alla base?? Beh.. deve darsi da fare per CAMBIARE COMPLETAMENTE LAVORO.
Su questo c’è da discutere. - Voti numerici alle elementari e alle medie e maggior peso al voto di condotta: io personalmente non vedo il problema, forse voi potete aiutarmi in questo, non credo sia una modifica che peggiori la situazione anzi.. soprattutto per la condotta forse la migliorerà.. Non so nelle vostre città… Ma qui da me i ragazzini sono molto indisciplinati e maleducati.
- Insegnamento educazione civica e stradale: anche qui credo sia solo un gran bene con tutti i cretini che ci sono per le strade. Scusate la franchezza ma.. Vedere come si conciano e come guidano questi giovincelli al giorno d’oggi.. Ma soprattutto i genitori che lasciano loro macchine troppo prestanti.
- Il caro libri: anche qui poco da dire.. se penso a quanto ho speso posso solo appoggiare l’idea.
- Università: non credo che le modifiche nell’ambito universitario siano tanto gigantesche da giustificare una così grande pubblicità dei movimenti studenteschi contro questo decreto, anche perché molte tv hanno mostrato le immagini di moltissimi studenti universitari che continuano a frequentare tranquillamente e allora mi chiedo: perché bisogna pubblicizzare ed ingrandire a dismisura la presenza di studenti universitari in piazza??
Insomma.. credo che ci sia un’incomprensione generale al momento. Da una parte il nostro governo che sembra non dare peso a studenti e professori, dall’altra studenti e professori che, in qualche caso, esagerano e danno contro al sopraccitato governo senza aver dato piena lettura e comprensione di questo decreto.
Il 6 agosto scorso il Parlamento Italiano ha convertito in legge il decreto 112/08in merito a ‘disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria’. All’interno si parla di alcune manovre riguardanti la scuola e l’Università, in particolare:
- riduzione dei fondi (500 milioni in meno in tre anni), con il rischio per molti corsi, facoltà o addirittura atenei di chiudere i battenti.
- blocco del turn-over del personale, che viene ridotto al 20% per i prossimi 3 anni (in pratica ogni 5 pensionamenti ci sarà, forse, un’assunzione). Per i ricercatori questo significa dire addio a ogni prospettiva di carriera universitaria…. come se già in Italia fossero molte!
- possibilità per gli atenei che non riuscissero ad andare avanti con i fondi pubblici di diventare fondazioni private. Il che implica non solo che le tasse di iscrizione potranno sfondare il tetto massimo attuale (anche di 10 volte), ma anche una subordinazione dell’alta formazione a finaziamenti legati a logiche di mercato (la morte della ricerca libera).
Scusa ma non credi di star minimizzando il problema?
Io frequento scienze della comunicazione a Bologna, quando mi sono iscritta c’era il test d’ingresso. Su circa 3000, solo 400 sono passati. Siamo stati divisi in due gruppi da 200, ma le aule non sono abbastanza grandi e la gente si sedeva atterra.
Ora immagina con il taglio dei fondi all’università, 600 persone (perchè hanno tolto il numero chiuso) in una stessa piccola aula con un unico proffessore…sarebbe impossibile.
Senza contare la consistente percentuale di disoccupati che si verrà a creare.
Ora sono in erasmus all’estero, in Olanda. Qui le classi sono formate da circa trenta persone, i professori conoscono gli studenti, li chiamano per nome e hanno più tempo e più possibilità di seguirli.
E noi in Italia che facciamo?
Regrediamo.
Tu preferisci che il livello medio di istruzione degli italiani aumenti o diminuisca?
Da quel poco che so, se si vuol migliorare l’economia di un Paese si comincia dall’istruzione, ma non sottraendone, piuttosto aumentandola.
Scusate se sono stata prolissa e aggressiva, ma la cosa mi tocca da vicino.
Angela.
Innanzitutto, mi fa piacere notare – e se lo noto io che, praticamente qui sono una meteora – che questo spazio si ingrandisce e si diversifica sempre di più.
Poi, vengo all’articolo qui proposto e cercherò anche io di essere, per quanto possibile, apolitica nelle mie risposte.
1. maestro unico:
anche io sono stata una delle ultime allieve di quella scuola…e ho molte lacune, perchè una persona non ha, non può avere,le stesse capacità metodologico-didattiche per ogni disciplina. Da circa 20 anni – se non di più – è stato introdotto il cosiddetto “modulo” ovvero un insegnamento diversificato per area disciplinare ( tipo: maestro di area liguistica; area scientifica, etc); il che presuppone, a monte, una diversificazione dei saperi che, oggi, di punto in bianco, andrebbe, anzi dovrebbe riaccorparsi in un insegnante unico – o prevalente, come ama definirlo il governo.
Ebbene, risulta, a mio avviso, chiaro che un passo del genere non è certo un passo in avanti, bensì indietro nel campo della didattica. Tenuto conto che i bambini di oggi non sono certo i bambini di 20 anni fa, che si accontentavano di vedere bim bum bam, dovresti convenire con me che il NO al maestro unico non è solo una questione di posti di lavoro.
Che all’impoverimento disciplinare sia affiancato anche un impoverimento dei posti di lavoro, senza dubbio è vero. Si buttano migliaia di precari per la strada, precari che, insegnando anche saltuariamente, riuscivano a vivere dignitosamente. E, tenuto conto, ancora, che molti di questi precari non hanno più 20 anni, è difficile pensare che potranno trovare una nuova occupazione…in un’Italia dove si stenta proprio a lavorare.
2. voti numerici e voto di condotta: non ho niente da obiettare. Giudizio o numero, secondo me è tutto chiaro allo stesso modo. O dico sufficiente o dico 6, insomma, non cambia niente. Per la condotta: ben venga…magari potrebbe essere un primo scalino per contrastare dei comportamenti poco corretti in aula.
3.educazione civica e stradale: ben venga, hai ragione. Ma oggi, nella programmazione scolastica primaria, è presente la disciplina: studi sociali…che mi sembra molto più completa rispetto ad un’educazione civica e stradale che riporta indietro di 20 anni…
4.il caro libri: alle primarie o elementari che dir si voglia, i libri di testo sono gratuiti
5.università: credo di non poter aggiungere altro al commento che mi precede.
Voglio solo notare che certo i bambini della scuola elementare non possono scendere in piazza…che i NO sono molti, che 20 e più facoltà occupate in un paese che continua a dirsi democratico non sono poco, che di certo c’è bisogno di riformare la scuola, ma non secondo il modello americano delle fondazioni…perchè l’Italia non è l’America, forse la sogna o vorrebbe esserlo (anche se, come stanno oggi le cose nel Niuvo COntinente, non so se convenga nemmeno sognarla, l’America)…ma riformarla mettendo su una squadra di pedagogisti e scienziati, come fu fatto nel 1923 da Mussolini, che ebbe un merito: quello di dare l’opportunità a Gentile di porre in essere una riforma che è stata alla base della nostra istruzione per un cinquantennio e che ha funzionato – oserei dire anche abbastanza bene – fino a ieri!
Rendiamoci conto che la società è cambiata, le esigenze dell’utenza scolastica sono diverse, ma non abbattiamo una delle due istituzioni sociali che dovrebbe essere a tutti sacra: appunto la scuola.
Grazie per lo spazio!
Caro Lino
Credo chè tu abbia illustrato in modo semplice e moderato questo benedetto decreto Gelmini.
Io sono fuori dalla scuola da un pò, visto e considerato però che ho due figlie che rispettivamente frequentano secondo superiore e seconda media, ho cercato nel mio piccolo di poter capire e vedere questo grande problema del decreto.
In verità devo dirti che tutto questo mi sembra strumentalizzato politicamente, un cambiamento ed una riforma porta sempre degli scontenti ma sé non si fanno e con l’intento di migliorare, che facciamo restiamo al palo come sempre!!! C’è sempre un punto di partenza e strada facendo lo si può migliorare e comunque mi sembra ché ci sia la piena disponibilità del ministro ad incontrare tutti gli interessati, per concludere, solo per la cronaca, nella mia città di circa 50.000 abitanti, non ci sono stati scioperi, manifestazioni o che altro, tutto procede nella massima tranquillità..
Ciao a tutti, Giuseppe
Io sono daccordo con te caro Lino!!!Sicuramente qualche cavillo da migliorare ci potrebbe essere in questa legge perchè nessuna legge è perfetta però questo metterci in mezzo sempre e solo la politica è una cosa alla quale dire basta!!!!Io faccio riferimento ad un articolo letto sul messaggero dove dice ke in Italia ci sono 235 atenei se nn sbaglio e ke neanche uno e tra i primi 50 d’Europa!!!!Beh questo direi ke è una cosa vergognosa!!!!Ci sono in giro facoltà e corsi di laurea ke fanno poche persone e ke fanno sprecare solo soldi!!!Io direi di fare una bella pulizia e di levare tutte quelle piccole cose ke servono a poco e vedremo ke i soldi nonostante diminuiscono saranno sufficienti!!!Inoltre c’è anke da dire ke queste tasse universitarie vanno pagate da tutti e in giusta maniera e nn ke la gente fa di tutto per pagare il minimo anke quando è ricca perchè allora dopo nn ci possiamo lamentare se finiscono i soldi!!!!
Ciao a tutti!!!
posso chiedervi una cosa?
le fondazioni sarebbero una cosa privata e di conseguenza investirebbero soltanto laddove ci sarebbe un ritorno di capitali…correggetemi, se sbaglio…
in tal caso, mettiamo un esempio: facoltà di lettere e filosofia…la tagliamo??? tanto, quale privato investirebbe soldi nella ricerca in facoltà come quella? eppure, nel medioevo, la prima università ad essere stata fondata fu quella di letteratura e poi quella di giurisprudenza…evidentemente perchè erano alla base della civiltà…
essere contro il decreto, non significa necessariamente essere contro il governo…e chi politicizza la cosa erra, senza dubbio…ma credoo che, piuttosto che emanarlo per forza, cosi come sembra sarà fatto, sarebbe più indicato fermarsi e sedersi attorno ad un tavolo, come ho scritto sopra, fatto non solo di tecnici e politici, ma anche di esperti del campo…ovvero educatori e pedagogisti…perchè se cosi non si fa, mi dispiace dirlo, ma si tratta allora soltanto di una manovra economica!
STefano.. io toglierei di mezzo pure la tua di facoltààààà!!!! mangiapane a tradimento a Terni!!!!
Detto questo rispondo a tutti anch’io… volete sapere perchè ho pubblicato immediatamente l’articolodi Lino?! Perchè studio a Roma ed ho le scatole piene delle proteste….! Arrivano volantini solo da persone schierate, per le quali non fa differenza se una cosa è giusta o meno.. loro scendono in piazza perchè al governo sta la destra e loro sono di sinistra.
Io non faccio distinzione di colore politico, sono di un certo schieramento, ma so capire quando qualcosa guarda avanti e quando qualcosa cammina indietro… La Gelmini va avanti sul fronte università, aprendo alle università la possibilità di diventare fondazioni.. OTTIMO.. e poi, Giovanna, non è vero che nessun privato finanzierebbe lettere: quanti musei o associazioni culturali sono finanziate interemente da privati? Quanti giornali potrebbero voler finanziare le facoltà. Mi dispiace.. ma io sono pienamente d’accordo con l’aprire la possibilità agli atenei di trovare fondi alternativi.. e lo dico anche e soprattuto per il bene di noi studenti… anche perchè.. mi sembra di averlo già scritto da qualche parte.. bisogna smettere in Italia di pensare che lo Stato possa tutto: lo stato non può tutto, fermo restando che chi sta al governo potrebbe prima pensare a ridursi lo stipendio.. piuttosto che tagliare i fondi per l’istruzione.
Sul fronte scuola… la Gelmini è un vero disastro e se guardate nella sezione on the web, troverete un articolo da me scritto a questo proposito.. come dire che io da una parte dico brava per il coraggi di provare a cambiare qualcos e dall’altro la bacchetto apertamente perchè l’istruzione primaria ed elementare non possono e non devono essere toccate! (se ho un professore matto a 23 anni.. so come cavarmela.. faccio delle ricerce e colmo le mie lacune.. ma se un bimbo di 6 anni non impara la matematica e la grammatica.. probabilmente avrà carenze per anni…..)..
ECco qua la mia risposta!
un salutone a tutti..
Buongiorno a tutti.
Ho letto tutti i vostri commenti e quello che volevo era proprio colpire la vostra sensibilità. Ma non per divertirmi a leggere delle risposte di critica ma bensì perchè mi rendo conto che sempre meno persone stanno attente alla politica e a quello che le circonda.
Voi nemmeno immaginate il piacere che ho provato nel leggere le vostre risposte. Vedere che c’è chi tiene al proprio futuro a quello dei nostri figli e che giorno per giorno si impegna per far si che sia il meglio possibile.
D’altra parte non ritiro il fatto che ogni notizia viene troppo spesso strumentalizzata contro l’uno o contro l’altro.
Mai ho voluto dire o ho pensato che sia solo l’opposizione a strumentalizzare le notizie.
Bisognerebbe riuscire a far capire ai NOSTRI DIPENDENTI che paghiamo PROFUMATAMENTE che sono lì per AIUTARCI e non per apparire in TV, lungo i CORTEI (di qualsiasi genere)..
Troppi interessi PERSONALI in gioco, troppe PRETESE.
Qui tutto sta diventando un’ESAGERAZIONE (parlo del comportamento della classe politica in generale e non dei singoli cittadini).
buona giornata!!
Lino.
Elementari, scuola a tempo pieno, anno scolastico 2001.
Mio figlio aveva 6 maestre elementari rispettivamente per le materie italiano, matematica, scienze e geografia, inglese, religione, storia.
Ogni maestra voleva il suo quaderno, ogni maestra non andava daccordo con le altre, ogni maestra aveva metodi educativi diversi, c’era chi applicava disciplina e chi invece lasciava ai bambini la massima libertà, non ultima quella di fare i compiti sdraiati in terra, ogni maestra assegnava i compiti fregandosene di quelli assegnati dalle altre e poi
file interminabili per parlare con le 6 insegnanti ai colloqui con i docenti .. neanche fosse un Liceo …
Risultato : uno zaino con 6 quaderni, bambini spaesati, compiti esagerati. Sono stati 5 anni d’inferno.
Laura
per fortuna, ci sono docenti che sanno lavorare in team e che portano in alto il nome della scuola…non generalizziamo e non facciamo di tutta l’erba un fascio…
Esatto Giovanna, trovo anche io che non bisogna eccedere con le generalizzazioni..
ma non pensiamo alle cose concrete?Con il maestro unico alle elementari, oltre alla possibilità per i bambini di essere seguiti in modo eccellente oppure nell’esatto contrario(perchè non c’è altro team di mezzo..) quanti maestri non potranno più insegnare ora??
E per l’Università, per ogni cinque docenti che lascieranno la cattedra solamente uno rimpiazzerà il loro posto??!! Incredibile!! Senza i fondi alla ricerca quanti di noi non potranno permettersi il dottorato?? E con i tagli la sede storica dell’Università di Padova chiuderà!!!!!!!!!!!!!!!
Un paese vale quello che ricerca!!!
Ci credo che i migliori se ne vanno all’estero!!
ciao a tutti, secondo me la scuola italiana deve cambiare,certo la soluzione non è quella di tagliarne i fondi !!!