Finalmente su questo palco virtuale, sul quale non calano mai le luci, ho l’onore di presentare una donna: e che donna, direi! Si chiama Giovanna Circiello, e di lei non voglio anticiparvi nulla! Qualche giorno fa le ho chiesto di raccontarsi un po’, senza impegno, ma come sa fare lei, “con il cuore”. “Giò, io e te ci conosciamo, inutile che ti faccia delle domande, mandami un’e-mail e poi io formulo i quesiti, tanto sai cosa voglio sapere!”, le ho detto tra la lettura di una pagina di diritto commerciale, la risposta a qualche e-mail e la tesi da preparare. Ho ricevuto queste splendide parole e non ho avuto il coraggio di tagliarne neanche una. Il ruolo della “giornalista” questa volta lo metto volentieri da parte, e lascio la parola a Giovanna.
Rccontarmi? Raccontarmi è difficile, ma ci provo! Piacere, mi chiamo Giovanna e come ultimamente mi definisco, sono una scrittrice “no – profit”. Perché? Semplice! Perché non ricavo “profitto” da quello che scrivo: niente soldi, insomma. Ma non mi è mai importato, in realtà, guadagnare con le poesie. Come diceva Catullo, “anche se il mio borsello è pieno di ragnatele”, posso offrirti la passione dei miei versi e, con essa, imbandire i più lauti banchetti. Non potrei mai definirmi “letterata”. Penso che, oggi, siano davvero in pochi a fare letteratura, mentre a scrivere siamo sempre di più. E credo, ancora, che oggi sia più facile scrivere che fare Letteratura, perché la società non richiede i poeti, ma richiede “galline dalle uova d’oro”, che facciano vendere e che permettano alle case editrici di guadagnare.
Ma ritorniamo a me…scrivo dalla tenera età – e non è una battuta! Ricordo che il primo racconto vide la luce all’età di 10 anni, mentre il primo pezzo di taglio giornalistico a 9 anni, per la recita della scuola. Ero in quarta elementare e scrissi una “lettera aperta” ai Presidenti americano e russo, all’epoca Reagan e Gorbaciov. Erano gli anni della Perestroika, del Muro di Berlino…a ripensarci, mi sento vecchia! Però, questi primi tentativi di scrittura, indicano quelli che sono, nel tempo, stati i miei studi, i miei interessi e il mio lavoro. Sono laureata in Lettere Moderne, indirizzo Storico moderno e contemporaneo, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. La mia tesi si occupava della cosiddetta “questione meridionale”, una tesi che avrei potuto scrivere senz’altro meglio, come tenne a sottolineare anche la mia relatrice, la quale desiderava una trattazione scientifica dell’argomento. Ma io con la “scienza” non sono mai andata molto d’accordo! Attualmente sto conseguendo un secondo titolo accademico in Scienze della Formazione Primaria, presso l’Università di Salerno, per abilitarmi all’insegnamento nella Scuola Primaria (ma stendiamo un velo su quest’argomento! Non chiedermi altro, chè poi vado fuori tema!).
Quel che è importante è che, dopo la prima laurea, provai immediatamente ad inseguire quello che fu – e che non è più – il mio più grande sogno ovvero quello di fare la giornalista, perché avrei potuto coniugare facilmente l’amore per la scrittura con un lavoro. Un sogno comune, come ebbi modo di constatare, a tanti giovani. Un sogno che, però, raramente si può realizzare e che, quando si è cosi fortunati da poterlo “vivere”, viene spesso ridimensionato. Non è sempre cosi, ma fu cosi nel mio caso.
Ricordo che cominciai a fare i “pellegrinaggi” per le vie dei giornali di Napoli, portandomi dietro un curriculum che poi non era cosi ricco…qualche collaborazione con riviste letterarie per le quali scrivevo recensioni di libri, un’esperienza redazionale all’Università, qualche racconto pubblicato qua e là su giornalini più o meno anonimi, ma niente di più. Le porte in faccia che ho avuto…ad un certo punto non le ho più contate! Fino a quando, una bella mattina, mi presentai alla sede del Corriere del Mezzogiorno, la “sezione”napoletana del Corriere della Sera.
Avevo sempre il mio curriculum che, nel frattempo non era migliorato…mi aspettavo l’ennesima risata di sufficienza e tante belle cose. Invece, come capita quando perdi tutte le speranze, ci fu la sorpresa. Mi fu detto che c’era la possibilità di “entrare” al giornale come stagista, grazie alla laurea appena conseguita. Mi sembrò di toccare il cielo con un dito! Il mio entusiasmo, in quel periodo, era alle stelle! E per me fu un’emozione quando potei assistere alla prima riunione di redazione! Era il non più vicino (ma neanche tanto lontano) 2005. Ricordo che entrai, tutta timorosa, nella sala riunioni. C’era un lungo tavolo rettangolare: a capo – tavola il direttore, all’altro il vice e poi tutti i capo – redattori. Io, piccina piccina, mi accomodai accanto al capo-redattore che mi avrebbe dovuto seguire durante lo stage. E dico “che mi avrebbe dovuto seguire” perché erano più le volte che io letteralmente inseguivo lui, che le volte che lui seguiva me! Perché davvero quello che c’è dietro ad un giornale è qualcosa di miracoloso e cominciai a pensarla cosi dopo aver assistito a quella prima riunione di redazione: giornali sparsi, fogli, appunti volanti, cicche, bicchieri e poi passavano pasticcini, volavano telefonate, fax, ingiurie e, qualche volta, ci è mancato poco che volassero pure le sedie…e tutto questo soltanto per decidere i pezzi da pubblicare, quelli da tagliare, quelli da aggiustare…insomma, un lavoro che non terminava mai prima di mezzanotte e, quando capitava di chiudere entro la mezzanotte, si brindava! Una bella esperienza, ma un’esperienza che non rifarei. Perché non è quella la scrittura che amo!
A me piace scrivere le storie della vita: l’amore, l’odio, l’avventura, la felicità, la tristezza, e tutte le loro sfumature. Fu principalmente per questo che, dopo un annetto di collaborazione, decisi di “uscire” dal Corriere e di dedicarmi alla scrittura che mi era più congeniale. Mi dedicai, con più passione e con più entusiasmo, alle mie “opere”. Se potessi mostrarti la mia stanza, esclameresti un “Oh!”di meraviglia: libri, carte, appunti, pennelli e tanto disordine..e poi i miei scritti. Ho un romanzo nel cassetto già concluso, uno che lo sto rivisitando per l’ennesima volta, un po’ come Manzoni coi Promessi Sposi, due raccolte di poesie. In questi anni, ho avuto delle proposte di pubblicazione vere, ma alla fine le case editrici, soprattutto se piccole o medie, chiedono sempre un contributo spese, pur se minimo. Insomma, se non hai un grande nome, è difficile farsi strada in questo mondo!
E’ per questo che decisi, un po’ di tempo fa, di fare un “esperimento” e sfruttare Internet allo scopo di farmi conoscere. E cosi mi ritrovo oggi con un blog, lo Zibaldone, dove posto racconti brevi, poesie, pensieri e dove, in questi giorni, ho iniziato la pubblicazione di un romanzo, Guardiani de l Vento , il primo e l’unico che sto scrivendo al contrario, cioè prima on line e che spero, un giorno, di poter pubblicare in formato cartaceo.
L’idea del romanzo è nata, in realtà, da una storia vera, da un incontro che, nel bene e nel male, ha segnato la mia vita. L’ispirazione, come sempre mi accade, è venuta per caso. Ero in treno e…puff! Eccolo tutto scritto nella mia mente. I fatti reali sono filtrati dalla letteratura – mi concedi di chiamarla cosi, la mia? – e vanno a sovrapporsi, quasi come in un gioco di specchi, alle avventure fantastiche e favolose dell’ultimo cavaliere errante della storia, ovvero don Chisciotte di Cervantes. Libro che confesso non aver mai letto per intero, ma alcuni episodi riecheggiano nella mente di tutti: la battaglia contro i Mulini a Vento, ad esempio, con la quale il mio romanzo si apre, è l’emblema dei conflitti che ci si trova a dover affrontare nel corso della vita e di fronte ai quali ci si trova spesso disarmati.
Di fronte ai Mulini, l’uomo prova a combattere tutta la vita, non stancandosi mai e non lasciandosi vincere dal vento che ne agita le pale; don Chisciotte, invece, di fronte ad essi, immagina di averli sconfitti al solo fine di vivere tranquillo, con un problema in meno. E sarà cosi per ogni avventura che vivrà e che descriverò più o meno ironicamente. Ma la vera soluzione di un problema non sta nell’”inventarsi” di averlo superato, ma nel tentare di superarlo per davvero.
Ed allora, credo che il vero protagonista di tutto il romanzo sia proprio quel vento, il soffio della vita che alcuni cercano di domare ed altri si accontentano di sentire il fischio nelle orecchie. La narrazione “metaforica” di don Chisciotte però non è fine a se stessa, ma cela la vera storia dei protagonisti: Anna ed Emilio, che si incontrano per uno scherzo del destino e che, per uno scherzo del destino, si perdono. Ma non voglio svelare altro. Mi farebbe piacere se lo leggeste da voi!
E poi veniamo alle idee per il futuro. Ad uno scrittore, le idee, certo, non mancano. Ti potrei dire che la prima cosa che desidero è quella di pubblicare i miei libri. Ma non sarebbe vero. Desidero, in realtà, di scriverne altri.
Spero che Giovanna ci torni presto a trovare, perché in questo bellissimo racconto di sé non ha parlato di un altro grande progetto.. in fase “di rodaggio”.. Grazie a Giovanna!

Ciao Giovi….. SEI FANTASTICA… ti auguro di realizzare tutti i tuoi desideri …Bacioni A Giovedì….. Anto
Salve! Non posso di certo commentare il “pezzo”, dato che riguarda me…ma vorrei ringraziare Helen che mi ha dato l’opportunità di raccontarmi e che ha creduto in me! E ringrazio quel “destino”, che è sempre cosi misterioso, che mi ha messo sulla strada di una persona fantastica e di una grande giornalista! Grazie ancora!!!
Cara Giò, come faccio a farti smettere di riempirmi di tutti questi complimenti?! Domandona! In realtà nel pubblicare la tua presentazione avevo commesso un errore, causa stanchezza, al quale ho appena rimediato! Mi scuso, fino a poco fa la presentazione era incompleta! Buona giornata a tutti!
Hai fatto bene Hele a lasciare l’articolo come era scritto!!!A volte il lavoro viene bene anke come già scritto dalla persona!!!Attendo le prossime interviste!!!
giò tu MERITI!!!
Gian, ti ringrazio e ringrazio davvero tuttii coloro che credono in me…è bello sapere che ci sono persone che ripongono fiducia in te e che ti stimano…grazie, non finirò mai di dirlo! A tutti!
Mamma miaaaa… Giò… complimeti… per ogni tua singola riga!!! Pensavo di conoscerti un po’, ma questa sera apprendo che l’aspetto più affascinante di te lo ignoravo totalmente. Cmq se fossi un’editrice punterei senz’altro su di te. A presto… kisses
Cara Gemma, ti ringrazio…come si dice? le persone non si conoscono mai completamente! ^__° A presto! E grazie per essere passata di qua!!!
Ciao a tutti, conosco Gio da poco tempo ma, posso dire senza timore di sbagliare che è veramente una ragazza unica.. speciale ….
Ciao Giò
V.T.
Farti i complimenti è il minimo che si possa fare…dietro ogni persona si nasconde sempre “un infinito sconosciuto”.
Ti auguro il meglio…Susy
Ringrazio tutti gli amici che, gentilmente, son passati di qua e hanno dedicato qualche minuto della loro vita a me…un abbraccio a tutti e a presto!
Cara Giovanna mi hai davvero emozionata!!!
Complimenti. E…..menomale che ci sono ancora in giro sogni,desideri, aspettative……..
Kiss
Grazie anche a te, Mari…era un pò che non passavo di qua…e…mammamia…la foto è proprio brutta!!!(vabbè…è brutto il soggetto ^___^)ma con un pò di impegno…si poteva fare meglio…un grazie ancora ad Helen…ciauz!