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di Giovanna Circiello

Ogino Knauss – fenomenologia di un successo” è il primo romanzo di Francesco Palumbo. Ironico, sorprendente e saggio, mai banale, un romanzo che merita attenzione per il suo modo tutto particolare di parlare delle cose serie della vita con un sorriso, con quell’umorismo di cui scriveva Pirandello, un riso pensieroso e amaro, col quale l’Autore esprime le contraddizioni e i turbamenti del mondo contemporaneo, celati dietro l’apparenza, talvolta ridicola, degli avvenimenti narrati.

Cerchiamo di scoprire qualcosa di più, facendo la conoscenza di Francesco.

 

Allora, Francesco, facciamo finta che non ci conosciamo. Presentati al pubblico, parlaci un po’ di te.  Cosa fai nella vita?

Che devo dirti?? Proverò ad essere serio…Mi chiamo Francesco e, anche se non sembra affatto, ho già 36 anni. Sono filosofo per diletto, formatore cosciente e, ora, insegnante precario. Sì, perché come ex formatore ho preso coscienza del fatto che a voler cambiare le cose, in questo mondo, è inutile. Si dovrebbero cambiare le teste degli adulti e star lì a provare a cambiarle è tempo perso! E’ necessario, invece, partire dal basso, indirizzare gli adolescenti ad essere ottimi uomini. Una mela bacata non tornerà mai più ad essere matura e succosa; una mela ancora acerba va coltivata e curata, affinché, col tempo, diventi un frutto dolce e maturo. Ecco perché  presto sarò insegnante precario alle elementari…forse!!!

Come ti è venuta l’idea di scrivere un romanzo? Non è una cosa da tutti né una cosa semplice…

Scrivo per vari motivi. Il primo è che ho voluto provare a mettere in pratica una mia capacità che ho manifestato sin da piccolo, nata forse dalla necessità di inventare le più assurde bugie che la mente di un bambino potesse mai partorire per essere credibile di fronte ai propri genitori…ricordo che romanzavo anche sulle giustificazioni da portare a scuola…cosa che è proseguita anche da grande, al liceo…dovevo spesso giustificarmi a casa per il mio altalenante profitto scolastico. E non solo! Spesso dovevo inventarmi storie per far colpo sulle ragazze…mi creavo un personaggio, dicevo che avevo fatto questo, che avevo fatto quello…

…hai sempre voglia di scherzare!! Se dovessi dire “perché” scrivi, cercando di mettere da parte la tua vena ilare?

In realtà, per risponderti seriamente, potrei dirti che scrivo un po’ per gioco e un po’ per noia, come diceva Soren Dylthessen o, come Theodor Van Eyeck, scrivo perché ho paura di morire…voglio vivere ancora dopo la dissoluzione del mio corpo.

La noia come motore della scrittura è un concetto interessante che andrebbe sicuramente approfondito. Però, leggendo il tuo romanzo – e noi siamo qui per parlare appunto del tuo libro -  il sentimento che la fa da padrone è tutt’altro. Anzi, direi, senza ombra di dubbio, che di noioso non c’è niente. Spiegaci come è nata l’idea di Ogino Knauss.

Questo libro nasce da un antefatto del tutto reale…Ogino Knauss, cos’è? Chi è? Chi sono? Dovrei svelarlo? Ma perdereste il gusto di scoprirlo leggendo il libro!!

Per carità! Non svelare nulla ai lettori! Giusto qualche aneddoto, per capire la sua genesi…magari il titolo ce lo potresti spiegare…

…basta dire che un’altra delle passioni che ha contraddistinto la mia giovinezza, oltre a quella di inventarmi storie, è la musica. Durante gli anni al liceo, insieme con alcuni compagni di classe, per rompere un po’ la noia e la monotonia dello studio e delle lezioni, non andavamo certo a fare spedizioni vandaliche su oggetti, cose o persone. Cose che, oggi, sono più o meno all’ordine del giorno.  Mettemmo semplicemente in piedi un gruppetto di musica rock…decisamente più divertente che sfasciare mobili…e poi avrei avuto una chance in più con le ragazze! Di lì è partito tutto…Ogino Knauss era il nome del gruppo…e avevamo anche un discreto successo!!

Un nome se non altro inusuale! Insomma, è uno dei metodi anticoncezionali naturali…ma come vi è saltato in mente di chiamarvi cosi?? Quando ho visto la copertina, non nascondo la mia sorpresa…

Mah…cercavamo qualcosa in linea con il nostro spirito e ovviamente con la nostra musica (rock demenziale, direi!) !! Non so come sia venuto fuori…Ogino Knauss…è venuto da sé…uno dei nostri primissimi brani fu, appunto, “Siamo tutti figli di Ogino Knauss”!

Si…è una delle cose citate nel libro…possiamo dirlo, questo?? Vabbè, l’abbiamo detto!! Quindi, Francesco, i personaggi sono reali?

Non proprio…come ho detto prima, c’è un impianto reale…i 4 amici protagonisti sono reali. Ognuno di loro, è un po’ l’alter ego di quello vero, ognuno accompagnato da una propria coscienza con la quale tende a scontrarsi di tanto in tanto, durante tutta la storia. Attorno, poi, ruotano una serie di personaggi e situazioni fittizie, sullo sfondo di una movimentata cittadina…

…che si intuisce, dalla lettura, essere una città del Sud, anche se non viene mai geograficamente inquadrata…

…il discorso dell’ambientazione è un po’ complicato…si!! Lascio intuire che siamo in una città del Sud, la mia città, ma non lo svelo mai, perché lascio sempre correre la linea sottile che distingue realtà e finzione…ma ciò che mi preme sottolineare è che questa città è onnicomprensiva di tutti i mali della società moderna, delle città di qualsiasi Paese e regione…che dire di più??

Bè, potrei chiederti di tante altre cose, che si ricavano dalla lettura del romanzo. Ma credo che sia bene non svelare niente…altrimenti si perderebbe il gusto della lettura!

A questo punto, non mi rimane che chiederti dei tuoi progetti futuri. Oltre ad augurarti di realizzare al più presto i tuoi sogni lavorativi, sentiremo ancora parlare di Francesco scrittore? Hai già qualche progetto in merito?

Ho alcune storie nel cassetto, che andrebbero sviluppate e…perché no!! In fondo, un caro amico mi ha invitato a scrivere altri due romanzi sul gruppo…una TrilOgino!!!

 

Bene! Allora attendendo i prossimi capitoli sugli Ogino Knauss, salutiamo e ringraziamo Francesco…e se avete ancora dei dubbi, andate a leggere l’anteprima disponibile su www.ilmiolibro.it.

Riporto qui quanto pubblicato su Kataweb-talentscout

Martin Devil (8 per il nome) ha deciso di utilizzare un ritmo tipico della cultura popolare italiana, sdoganato da tempo nella musica d’autore da pilastri come DeGregori o Fossati, si tratta una sorta di mazurka in due sulla quale bene si adagiano storie raccontate con molti vocaboli.
La voce si incastra nel ritmo, il timbro ha varie facce che si trasformano a seconda della nota scelta, del vocabolo da sottolineare o della sezione da esaltare; meno interessante è la scelta di utilizzare una tecnica arcaica, quella di inserire una sorta di respiro all’interno di un intervallo armonico e di piazzare il ‘malfatto’ all’inizio del brano (‘Stenditi accanto c’è una notte da pa-ha-ssare insieme’).
La strofa è comunque piacevole e ad ascoltare attentamente Martin Devil ci si fa trasportare da queste note vellutate, dal pianoforte protagonista, dal rimbalzare del basso sulla batteria, da questa voce a tratti adolescenziale, come un DeGregori 15enne…
Ma il vero peccato Devil lo commette nel ritornello, cedendo ai forti richiami della tradizione neo-melodica italiana, costruendo così un’armonia che poco ci azzecca con il resto del brano, il tutto condito con finto hammond ‘affetto’ da un finto effetto leslie messo al massimo.
Nel corso del 2009 dovrebbe uscire il disco che “Stenditi Accanto” anticipa, sarà un ottimo campo di prova per capire la vera natura di Martin Devil.

di Helen Chiappini

Ascolto le canzoni di Maurizio Guglielmelli, in arte Martin Devil e mi lascio trasportare dalla sua voce. Se solo non mi avesse insegnato che “le canzoni vanno semplicemente ascoltate, poi ognuno ne può fare quello che vuole:  può tenerle dentro, può buttarle dalla finestra, può riporle in valigia”, gli avrei certamente chiesto di parlarci delle sue canzoni. Ma non lo farò, perché una canzone va vissuta personalmente…

Dal mare del Cilento a Roma per incidere preparare il suo album di prossima uscita, lo si potrebbe immaginare in treno o magari in aereo canticchiare, con la sua chitarra accanto. Occhiali scuri in viso, aria distratta… “Lasciami andare, lasciami partire, lasciami fare tutto quello che un uomo non dovrebbe fare!”.

Un sogno, per Maurizio che sta diventando realtà: sono usciti i suoi primi due singoli con l’etichetta UNIVERSO, e per noi un’intera intervista attraverso la quale conoscere questo giovane e capace artista del nostro panorama musicale, al quale ovviamente non posso che rinnovare il mio in bocca al lupo e la mia stima.

 

Martin, so che parlare di te ti imbarazza, è la prima cosa che mi hai detto quando ci siamo conosciuti mesi fa, tuttavia, hai sempre detto che rilasciare un’intervista è un po’ come mettersi in gioco, quindi diamo inizio al gioco! Finalmente l’uscita dei singoli, cosa provi in questo momento? Quanta gioia?!

Sembra un gioco anche questo, ad essere sincero! Diciamo che ancora non capisco bene cosa provo, un po’ come se non fosse reale, ma naturalmente è una grande soddisfazione. Continua a leggere

Buon Anno…

di Helen Chiappini

 

Care amiche  e cari amici di A spasso nel web,

con un po’ di anticipo, lascio qui i miei auguri per tutti coloro che leggono, hanno letto, seguito, e sostenuto me, i miei collaboratori, ed A spasso nel web.

Che il  2009 sia un anno ricco di soddisfazioni e gioia per tutti voi…

 

Auguro ad ognuno di voi di essere felice… nel modo che meglio credete!

 

Un abbraccio!!!!!!

di Helen Chiappini

 

banner_morimotomaniaMorimotomania.com è un sito che ho seguito sin dal suo esordio nel web, datato ottobre 2006. E’ un sito che nasce dalla passione per il calcio (esagerata, smoderata, talvolta contrastata o addirittura non capita) da parte del suo ideatore, Umberto Catarraso.

Romano di nascita, Catanese di origini, durante un soggiorno in Sicilia ebbe modo di seguire l’esordio di un giovane attaccante, Takayuki Morimoto, e decise di dedicare al suo talento un intero sito internet.

Tra incredulità di alcuni e sostegno di molti altri, il sito ha compiuto, qualche mese fa, i due anni di vita, ed oggi Taka, ironia della sorte, ha contribuito alla disfatta della Roma, segnando ben due goal..

Un Morimoto scatenato, un webmaster lungimirante, ecco gli ingredienti di successo di un sito internet come Morimotomania.com, e noi di  A spasso nel web, noi che le sfide le amiamo, non potevamo non raccontare questa storia.

Complimenti Umberto! E per Taka un grosso in bocca al lupo (certo magari la prossima volta segna contro qualche altra squadra…!!!!)

di Helen Chiappini

 

Non sono solita fare commenti politici, nè mi piace in modo particolare esprimere le mie idee in proposito, perchè probabilmente in via generale mi sento piuttosto sfiduciata dalla politica, ma ancor più perchè penso che i politici nient’altro siano che uomini che come tutti gli uomini talvolta sbagliano (e neanche poco!)..

Così, anche oggi, preferisco riportare quello che scrive il “giornaletto dietro casa mia”… semplicemente il New York Times…. (è un giornaletto, no?!?!)..

Ringrazio come sempre gli autori di “Che dicono di noi”, per il loro grande impegno…

 

ROMA – Il premier Silvio Berlusconi governa con una solida maggioranza, ha il controllo della RAI, l’emittente statale, e possiede le principali reti televisive private del paese.

Perché allora, con tutti questi mezzi a sua disposizione, continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non sulle televisioni o sui giornali ma a suon di querele?

Negli ultimi anni Berlusconi ha denunciato The Economist per averlo descritto come “inadatto a governare l’Italia”, ed il giornalista britannico David Lane per il suo libro del 2004, “L’ombra di Berlusconi” (”Berlusconi’s shadow”), che esplorava le origini della sua fortuna e faceva notare come alcuni dei suoi collaboratori fossero stati indagati per legami con la mafia. Berlusconi ha perso queste cause in corte d’appello ed ha fatto ricorso, o ha ancora la possibilitá di farlo.

Adesso se la sta prendendo con Alexander Stille, il piú celebre italianista d’America ed uno dei piú ferventi critici anglofoni del premier. Una corte d’appello a Milano dovrebbe pronunciarsi martedí su un caso di diffamazione contro Stille iniziato da uno stretto collaboratore di Berlusconi.

Berlusconi non é l’unico ad accusare i giornalisti. In Italia – dove i giornalisti spesso sono molto cauti nel riportare i fatti ed il sistema legale cerca di proteggere l’onore personale – politici, magistrati e figure pubbliche fanno causa ai giornalisti cosí spesso che l’ordine nazionale dei giornalisti ha un “fondo di solidarietá” per aiutare con le spese legali e i danni.

“E’ una delle tecniche intimidatorie della classe politica”, ha detto Franco Abruzzo, professore di giornalismo ed ex-redattore del quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore. Continua a leggere

Cari amici,

penso che sia giunto davvero il momento di tornare a scrivere… dopo questa pausa, lunga pausa, direi!

I perchè possono essere tanti, forse sciocchi, forse no, ma non starò qui di certo ad elencarli..

Preferisco invece entrare subito nel vivo, parlando del fenomeno web del momento:

FACEBOOK…

C’è chi lo ama… c’è chi lo odia (ed io sono nel secondo gruppo!), voi cosa ne pensate?

E’ sicuramente una bomba ad orologeria per la nostra privacy, perchè attraverso la fitta rete di “amici comuni” ci si incontra (scontra) con facce note, che in realtà potevano benissimo rimanere nel dimenticatoio dove hanno risieduto fino al giorno prima…

Ma questa è una mia personalissima opinione.. perchè so che in tanti amano questo social network… ed in effetti devo riconoscere che per alcune cose sta simpatico anche a me…

Ahh.. ovviamente non potevo non creare un gruppo nato dall’ispirazione quotidiana… “FAI PACE COL CERVELLO!” ..

Ne approfitto… per dirvi “iscrivetevi numerosi”!!!!!!!!

 

E nel salutare tutti i miei cari lettori, che in questo periodo hanno scritto e-mail affettuose, (ed anche chi le e-mail non le ha scritte, ovviamente!!!!).. vi lascio questo video.. segnalato da un altro perplesso di Facebook, Paolo Esposito.

 

Ad aprire questa nuova iniziativa di presentare tanti racconti, sarà il nostro Lino… Anche se speriamo che molti di voi vogliano inviarci tante storie divertenti, riflessive… scherzose, o serie.. Nell’attesa.. lasciamo spazio a Lino..

Buona lettura a tutti!

 

di Lino Dallaserra

 

Io? Io sempre hai vostri ordini. A volte, forse così non vi pare, ma io, vostro servile suddito, sono completamente nelle vostre mani.
Io vi prendo in giro, vi faccio a volte ridere, a volte innervosire. Ma in fondo a voi così piace.

Vedermi lì, al vostro cospetto, pronto ad umiliarmi. Pronto ad essere messo in disparte se non vado a genio.
Voi, tutti voi, mi usate. A volte senza nemmeno saperlo. Io ci sono. Io rido con voi e a volte di voi.

Ma succede poi che un bel giorno la mia maschera cadrà. Vedrete allora tutte le mie lacrime, ormai solidificate, a deformare il mio volto. Vedrete sciogliersi quel sorriso che tanto vi dava gioia. Io, si anche io, sono una persona. Ho scelto un difficile compito.
Ma in fondo gratificante.

Accordate al vostro umile servo questa piccola gioia. Reputatemi una persona. Ho dei sentimenti, non rido sempre.

Eppure voi, da quell’alto trono, dalle vostre comode poltrone, mi guardate come dicessi chissà quale eresia.

IO SONO IL GIULLARE.
CONDANNATO A RIDERE SEMPRE.
CONDANNATO A NON AVERE SENTIMENTI.
CONDANNATO AD ESSERE PUPAZZO IN MANO A PUPAZZI PIU’ PAZZI DI ME.

IO PERSONAGGIO DEGLI ANTICHI CASTELLI, PERO’, NON MUOIO MAI.
I RE MUOIONO,
I RICCHI MUOIONO,
I DESPOTI MUOIONO.
SPESSO NON TORNANO NEMMENO PIU’.

MA IO. GIULLARE DI CORTE. SONO SEMPRE IN VOGA. CHE IO LO VOGLIA O NO.

QUANTE VOLTE INCROCIATE I MIEI OCCHI IN ALTRI? QUANTE VOLTE GUARDATE QUALCUNO E PENSATE “QUELLO E’ PROPRIO UN PAGLIACCIO!”
PENSATE A TUTTE QUELLE VOLTE..

IO SONO IL GIULLARE, IO SONO IL SORRISO EBETE, IO SONO LA PAZZIA.
CONDANNATO A NON MORIRE MAI. A RIVIVERE IN OGNI RISATA CREATA DA ALTRI PAZZI COME ME.
COSI’, CONCEDETE ALMENO UNO SPIRAGLIO A QUESTA POVERA ANIMA.
SARO’ GIULLARE NEI SECOLI. MA ALMENO PROVATE A PENSARE CHE SONO STATO, CHE SONO E CHE SARO’ PUR SEMPRE UNA PERSONA.

 

Di Antonio Pistillo

 

 

Girovagando per il web ci si può imbattere anche in scampoli di emozioni, che talvolta è bello condividere.

Regalo un sorriso a tutti voi, cari amici di A spasso nel web.

Un saluto a tutti…

di Giuseppe Grieco

Dal latino Somnium-Somnus – Sonno
 
Generalmente colleghiamo questa parola ad una parte della nostra esistenza,
nel momento del riposo o del sonno, dove generalmente tutti noi sogniamo, anche
se il più delle volte non ricordiamo.
Per molti è un termine che collochiamo solo in questo momento della nostra
giornata, in realtà è una parola ché ci accompagna in tutta le nostre 24 ore
su 24.
Il termine sognare racchiude tanti momenti, vedere in sogno, desiderare
ardentemente, illudersi e sperare in vano, immaginare, quindi non solo mentre
dormiamo.
Fin da bambini, guardando un programma alla tv, quanti di voi non hanno
immaginato o meglio sognato di essere l’eroe del momento, immedesimarsi in
un’altra realtà, oppure in età di adolescenza chi di voi non ha immaginato e
sognato ad occhi aperti, come in un film, di realizzare un progetto, un amore,
un futuro immaginato e magari poi realizzato, oppure solo una semplice
illusione e poi mai avverata.
Il sogno, l’illusione, è qualcosa che ci da speranza, è la benzina del nostro
vivere, è la forza di andare avanti e di veder realizzato ciò che più vogliamo
della nostra vita, è un passo dopo l’altro, un puzzle che vediamo realizzarsi
giorno per giorno, sbagliando e ricominciando da capo, sempre però con la
speranza che ce la faremo, per noi stessi e molte volte anche per gli altri…
 

 

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